Il Baglio Messina - Curiosità - Villa Zina Park Hotel 4 stelle

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Il Baglio Messina di Custonaci

aggiungibile attraverso una breve via comunale, che si snoda dalla S.P. n. 18 la quale collega Custonaci con S. Vito Lo Capo, si estende sul versante nord della collina di Cofanello a 274 mt. s.l.m. e dista 3 km dal centro. Piccolo borgo agricolo dominante la piana di Purgatorio, si è sviluppato nel secolo scorso attorno al Baglio Messina da cui ha preso il toponimo ed il cui territorio apparteneva alla famiglia Messina, ricca proprietaria di terreni e masserie. L'impianto urbanistico si è sviluppato in maniera disordinata, con abitazioni singole ad una e, talvolta, a due elevazioni; negli ultimi 20 anni sono sorti nuovi corpi edilizi, con tipologia di villette, sparsi, ma poco distaccati dal nucleo centrale.

All’interno del caseggiato sorge l’omonimo Baglio costruito nel sec. XIX originariamente destianto ad abitazione e masseria oggi viene usato come  residenza estiva. Presenta una pianta a corte chiusa rettangolare con coperture a due falde formate da un ossatura lignea su capriate lignee e mattoni in terracotta ricoperti da coppi deltipo siciliano. I solai sono in legno e mattoni in terracotta mentre le scale sono una interna in pietra a due rampe, ed una ester­na in muratura. I pavimenti sono di mattoni in cotto a disegni geometrici e ceramica smaltata. Sorge in una zona agricola vicinissima alla vecchia provinciale che la collega col centro urbano di Custonaci e che costituiva il limite della proprietà dei Messina, che ivi hanno localizzato il Baglio attorno al quale è sorto, principalmente nel dopoguerra, il borgo che prende proprio il nome di Baglio Messina. Dista 400 mt. dalla Provinciale Custonaci - San Vito lo Capo alla quale è collegato dalla comunale via B. Messina e da una stradina che si insinua tra le costruzioni adiacenti il Baglio, fino ad arrivare in un piccolo slargo dal quale, attraverso un portone in legno inserito in un portale con arco a tutto sesto in conci di tufo a faccia vista e fornito di rosone in ferro battuto (muscaloru), si accede alla corte interna. Questa è pavimentata in ciottoli di fiume disposti regolarmente allineati per metà, e formanti ricercati disegni geometrici, per l'altra metà.

Il prospetto principale, intonacato grezzo con colori rosso e giallo, guarda ad est e fa parte del corpo edilizio centrale in due elevazioni, che rappresentava la residenza padronale vera e propria con varie stanze al piano terra aventi l'uscita direttamente sulla corte. Al piano nobile superiore si accede tramite una scala interna in pietra; L'interpiano qui è più alto, i pavimenti sono tutti in ceramica smaltata, oggi in gran parte scorticati e sono presenti semplici cornici alle finestre che si aprono sulla corte. Al piano nobile si può pure accedere dall'esterno, direttamente dalla corte, attraverso una scala che raggiunge un ampio terrazzo belvedere, costituente la copertura piana del corpo edilizio a nord, sede di magazzini. Attraverso un passaggio coperto che sventra quest'ultimo edificio, si accede dalla corte al giardino adiacente e da qui, attraverso un cancello in ferro, ad uno slargo di terra recintato da muri in tufo appartenente alla masseria.

   

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Il corpo edilizio a sud, era la sede dei servizi con la dispensa, magazzini ed una grandissima cucina attrezzata dalla tipica «tannura», rudimentale piano di cottura realizzato in muratura con incassati focolari, lavapiatti in pietra, fornaci, e piastrellata con mattoni di ceramica smaltata. Il Baglio Messina prende il nome dalla famiglia di grandi proprietari, agricoltori ed allevatori, che lo costruì, e da esso l'intera contrada prese il toponimo di «Baglio Messina». Quasi tutta la costruzione risale ai primissimi anni dell'800, ed era adibita per l'intero piano terra a tutte le strutture di supporto alla attività agricola e masserizia, che i proprietari ivi conducevano.
Ancora oggi sono in buone condizioni grandi vani, allora adibiti a magazzini, dispense, carretterie, stanze per gli operai con una immensa cucina attrezzata dalla tipica «tannùra»; c'erano, ancora, il palmento per la spremitura dell'uva ed il trap­peto per la molitura delle olive. La seconda elevazione, pure molto grande, costituiva il piano nobile. Della stessa epoca (inizi '800) è il cortile instoriato con bellissimi disegni realizzati in pietra di fiume (giacato).
Il Baglio, ereditato da Pepè Messina, subì per mano di que­st'ultimo, piccoli ampliamenti e sistemazionì, alla fine dell' 800. L'intera struttura fu lasciata dal Giuseppe Messina al nipote Dr.  Vito Giacalone che ne ha curato i restauri, ultimati nel 1976. Il Baglio si trova in ottime condizioni ed è adibito a residenza estiva dalla proprietaria Maria Tranchida.

dal libro di Giuseppe Bica "I beni culturali e ambientali della Riviera dei Marmi".

Curiosità e approfondimenti sull'Hotel

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